Travolp.
Viaggio condiviso· condiviso il 9/8/2026

Patagonia,
Trek.

Torres del Paine, Chile

Prezzo del viaggio Prezzo su richiesta
8/30/2026 → 9/5/20262 adulti
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↓ Il viaggio
Giorni
8 giorni
Tappe
26 tappe
Destinazioni
1 destinazione
Viaggiatori
2 adulti
Interessi

hiking, glaciers, wildlife, big skies

Itinerario

8 capitoli
Giorno 18/30/2026

Arrivo a Puerto Natales

Puerto Natales

Meteo
7°-1°

Neve

39%7 km/h
Copriti bene
Quasi tutta la giornata è strada, tre ore di pampa aperta con guanachi e qualche nandù ai bordi della carreggiata. Poi il briefing gratuito di Erratic Rock per capire com'è messo il sentiero, e due passi sulla Costanera quando il Seno Última Esperanza si ferma del tutto.

La giornata

Oggi si viaggia e ci si organizza. Lo shuttle da Punta Arenas mette circa tre ore per attraversare la pampa, quindi mettiti comodo e tieni un occhio fuori dal finestrino, perché guanachi e nandù si vedono quasi sempre. Arrivato a Puerto Natales il pomeriggio resta libero fino alle 15, quando all'ostello Erratic Rock parte la chiacchierata quotidiana sul trek. Si parla di condizioni dei sentieri, punti d'acqua e di come funzionano davvero le prenotazioni dei rifugi e dei campi, cioè le cose che cambiano di settimana in settimana e che nessuna guida stampata può sapere. Accanto ci sono i noleggi, comodi per completare l'attrezzatura. Chiudi con una passeggiata sulla Costanera mentre la luce cala sul Seno Última Esperanza, poi ultimo letto morbido al Costaustralis. Domani ci sono il bus per Pudeto e il catamarano, quindi stasera si prepara lo zaino e si dorme.

Consigli pratici

Poche cose, ma ti cambiano la giornata.

  • Vestiti a strati per il viaggio. In pampa il tempo gira in fretta e dentro il bus fa caldo anche quando fuori è gelido.
  • Al talk di Erratic Rock non serve prenotare, però arriva qualche minuto prima perché i posti a sedere finiscono.
  • Sulla Costanera punta all'ora del tramonto, in questo periodo tra le 18.30 e le 19, quando l'acqua è più ferma.
  • Cibo liofilizzato e bombolette del gas costano meno in paese che dentro il parco, quindi fai la spesa qui.
  • Chiedi alla reception del Costaustralis di tenerti una sacca con i vestiti da città mentre sei sul sentiero. Quasi tutti gli hotel del paese lo fanno senza far pagare nulla.

Spostarsi tra le tappe

Sceso dal bus, tutto il resto si fa a piedi. Da Erratic Rock alla Costanera sono quattro minuti, dalla Costanera all'hotel altri quattordici. Niente taxi e niente autobus urbani, bastano scarpe comode e la luce del giorno, che a inizio primavera dura abbastanza da non metterti fretta.

Da sapere sul posto

Puerto Natales vive sull'orario dei trekker, e negozi, noleggi e parecchi ristoranti si regolano sul talk delle 15 e sulle corse dei bus per il parco. La carta si usa quasi ovunque, ma qualche chiosco e qualche noleggio preferiscono ancora i pesos in contanti, quindi tienine un po' con te. All'estremità nord della Costanera c'è la statua del milodonte, un assaggio della Cueva del Milodón che vedrai il settimo giorno, uscendo dalla regione.

  1. 01

    Bus from Punta Arenas

    09:00 · 180m
    Lo shuttle dall'aeroporto arriva a Puerto Natales in circa tre ore, quasi tutte di pampa aperta. Siediti sul lato sinistro per avere la steppa dalla parte giusta e tieni gli occhi sui bordi della strada, dove guanachi e nandù si vedono spesso. Porta acqua e una felpa, perché il riscaldamento a bordo va a intermittenza.
    Su questo posto

    Il collegamento su gomma tra Punta Arenas e Puerto Natales, circa 250 chilometri di Ruta 9 attraverso la steppa magellanica.

    Storia
    La strada asfaltata ha sostituito piste sterrate percorse per decenni dai camion delle estancias, quando il trasporto principale della zona era la lana. Oggi diverse compagnie locali collegano ogni giorno l'aeroporto e il terminal di Punta Arenas con Puerto Natales.
    Perché è famoso
    È la porta d'accesso via terra a Torres del Paine, e per la maggior parte dei viaggiatori è il primo contatto con la scala del paesaggio patagonico, dove l'orizzonte non è interrotto da nulla per chilometri.
    Lo sapevi
    Il guanaco che vedi dal finestrino è un parente selvatico del lama, e nella zona ha un predatore serio, il puma, che qui è tornato numeroso proprio grazie ai guanachi.
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  2. 🚗drive· 178 min· 247.7 km↗ Directions
  3. 02

    Erratic Rock 3 p.m. trek talk

    15:00 · 60m
    Il briefing è gratuito, quotidiano e senza prenotazione, ma i posti finiscono, quindi arriva verso le 14.45. Dura circa un'ora e copre condizioni dei sentieri, acqua potabile e prenotazioni dei campi. Prendi appunti sui nomi dei rifugi. Accanto ci sono i noleggi per zaini, bastoncini e fornelli, e dopo il talk sai davvero cosa ti manca.
    Su questo posto

    Un ostello di Puerto Natales che ogni pomeriggio alle 15 tiene una presentazione gratuita e aperta a tutti su come si cammina a Torres del Paine.

    Storia
    L'incontro è nato come consiglio informale agli ospiti della casa, poi si è allargato a chiunque passasse in paese ed è diventato l'orientamento non ufficiale del trek, indipendente dagli enti del parco.
    Perché è famoso
    È l'unico punto in paese dove senti informazioni aggiornate alla settimana su vento, neve residua, ponti e disponibilità dei rifugi, cioè le cose che cambiano continuamente e che le guide stampate non riescono a seguire.
    Lo sapevi
    Non serve dormire all'ostello per partecipare e nessuno ti chiede nulla all'ingresso, il che rende il talk uno dei pochi servizi davvero gratuiti di tutta la zona del parco.
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  4. 🚶walk· 4 min· 300 m↗ Directions
  5. 03

    Costanera boardwalk, Seno Ultima Esperanza

    18:30 · 60m
    Vai verso il tramonto, quando il vento cala e il fiordo diventa uno specchio. La passeggiata sul lungomare si fa in mezz'ora buona, con la statua del milodonte all'estremità nord. Copriti bene anche d'estate, perché sull'acqua tira sempre. Non ci sono bagni pubblici lungo il percorso, quindi organizzati prima.
    Su questo posto

    Il lungomare di Puerto Natales, affacciato sul Seno Última Esperanza, un braccio di mare interno tra le montagne.

    Storia
    Il nome del fiordo risale al navigatore spagnolo Juan Ladrillero, che a metà Cinquecento risalì questi canali cercando un passaggio verso lo Stretto di Magellano. Questa era la sua ultima speranza di trovarlo, e il nome è rimasto.
    Perché è famoso
    È il posto dove il paese si affaccia sull'acqua, con le montagne di fronte e le sculture sul lungomare, e nelle giornate ferme il fiordo riflette la costa quasi senza distorsioni.
    Lo sapevi
    Nel fiordo capita di vedere i delfini australi, bianchi e neri, che si avvicinano alle barche in uscita verso i ghiacciai Balmaceda e Serrano.
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  6. 🚶walk· 14 min· 1 km↗ Directions
  7. 04

    Hotel Costaustralis

    20:00 · 60m
    Chiedi una camera sul lato acqua, che costa uguale e cambia la vista. Alla reception lascia una sacca con i vestiti da città per i giorni sul sentiero, è un servizio che fanno senza far pagare nulla. Cena presto e prepara lo zaino la sera, perché il bus per Pudeto parte all'alba e la colazione apre tardi rispetto alla partenza.
    Su questo posto

    Uno degli hotel storici di Puerto Natales, sul lungomare, riconoscibile dal tetto molto spiovente e dalla torretta d'angolo.

    Storia
    È nato quando il turismo verso Torres del Paine ha iniziato a superare l'economia della lana, e ha accompagnato la trasformazione di Puerto Natales da porto di servizio a base per chi va nel parco.
    Perché è famoso
    È l'indirizzo che quasi tutti usano come ultima notte comoda prima del trek e come prima notte di recupero dopo, e la posizione sul fiordo lo rende un punto di riferimento anche per chi non ci dorme.
    Lo sapevi
    Fino agli anni Settanta l'economia della zona ruotava attorno ai frigoriferi per la carne di pecora, e diversi edifici del lungomare, oggi hotel e ristoranti, conservano la struttura industriale di allora.
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Giorno 28/31/2026

Catamarano verso il Glaciar Grey

Glaciar Grey

Meteo
4°1°

Neve

60%9 km/h
Porta l'ombrelloCopriti bene
Trasferimento all'alba dentro il parco, poi il catamarano taglia il Lago Pehoé e ti lascia all'imbocco occidentale della W. Da lì si cammina sul ramo più scoperto del percorso, fino a un ghiacciaio che si sbriciola dentro il proprio lago.

La giornata

Sveglia presto. Il bus delle 7 arriva all'attracco di Pudeto in circa due ore e, all'altezza dell'ingresso di Laguna Amarga, il massiccio del Paine si apre tutto insieme sulla pianura. Verso mezzogiorno il catamarano attraversa il Lago Pehoé in poco più di mezz'ora e ti scarica a Paine Grande, il punto occidentale della W. Lì ti fermi giusto il tempo di riempire la borraccia e togliere uno strato, poi si parte sul ramo più esposto del trek. Nel pomeriggio arrivi al Mirador Lago Grey, dove gli iceberg azzurri staccati dal ghiacciaio derivano lenti e si arenano sulla spiaggia di sabbia scura. Si dorme al Refugio Grey, appollaiato sopra la faccia est del ghiaccio.

Consigli pratici

Oggi la logistica conta più delle gambe.

  • Compra il biglietto del catamarano in anticipo in alta stagione, perché le corse si riempiono e saltarne una significa perdere il pomeriggio.
  • Tieni giacca a vento e guanti nella tasca esterna dello zaino, non in fondo, perché sul ponte e sul crinale il vento morde.
  • Il Refugio Grey è il più piccolo di tutta la W, quindi cuccetta o piazzola vanno prenotate con largo anticipo.
  • Riempi l'acqua a Paine Grande. Lungo il sentiero i ruscelli ci sono, ma il tratto centrale è lungo e senza riparo.
  • Metti il cinturino alla macchina fotografica prima di salire al mirador, perché la raffica arriva senza preavviso.

Spostarsi tra le tappe

Dal molo di Paine Grande al Refugio Grey ci sono circa undici chilometri, tra le tre e le quattro ore con zaino pieno e qualche saliscendi. Il Mirador Lago Grey è poco prima del rifugio, su un crinale scoperto che si prende con una breve deviazione. Nel parco non circolano mezzi privati, quindi da qui in avanti ci si muove solo a piedi o in barca.

Note dal posto

Il Glaciar Grey scende dal Campo de Hielo Sur, la più grande distesa di ghiaccio del pianeta fuori dalle regioni polari, e il colore azzurro degli iceberg viene dal ghiaccio compresso per secoli, che assorbe tutte le altre lunghezze d'onda. I rifugi della sponda ovest sono gestiti in concessione dentro un parco nazionale, quindi vale la regola locale che tutto ciò che porti dentro torna fuori con te, mozziconi e bucce comprese. Il fuoco libero è vietato ovunque, senza eccezioni, dopo gli incendi che hanno bruciato ampie porzioni del parco.

  1. 01

    Bus to Pudeto, Torres del Paine

    07:00 · 150m
    Il bus del mattino arriva al molo di Pudeto in circa due ore. Prenota il posto la sera prima e tieni a portata di mano documento e pagamento per l'ingresso al parco, che si salda alla portineria. Il massiccio si apre sulla sinistra all'altezza di Laguna Amarga, quindi tieni la macchina fotografica fuori dallo zaino.
    Su questo posto

    Il trasferimento su strada da Puerto Natales dentro il Parco Nazionale Torres del Paine, con sosta alla portineria di Laguna Amarga e arrivo al molo di Pudeto.

    Storia
    Il parco è stato istituito alla fine degli anni Cinquanta su terreni che erano estancias da pecore, e le vecchie piste di servizio sono diventate la rete stradale interna, tuttora in gran parte sterrata.
    Perché è famoso
    È il tragitto in cui il massiccio del Paine compare all'improvviso sulla pianura, senza colline che lo anticipino, e la differenza di quota tra steppa e torri si legge tutta in una volta.
    Lo sapevi
    Torres del Paine è riserva della biosfera riconosciuta dall'UNESCO dal 1978, e l'ingresso si paga a tariffa diversa per residenti e stranieri, con il biglietto valido per più giorni consecutivi.
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  2. 🚗drive· 114 min· 131.7 km↗ Directions
  3. 02

    Pudeto to Paine Grande catamaran

    11:00 · 45m
    La traversata dura circa mezz'ora e ti risparmia una lunga camminata piatta. In alta stagione compra il biglietto in anticipo, perché le corse si riempiono e perderne una vuol dire perdere il pomeriggio. Sali sul ponte per la vista sui Cuernos, ma copriti, e se hai tempo prima dell'imbarco fai i due passi fino al Salto Grande.
    Su questo posto

    Il traghetto che collega il molo di Pudeto a Paine Grande attraversando il Lago Pehoé, l'unico mezzo pubblico dentro il settore occidentale del parco.

    Storia
    Il servizio è nato per accorciare l'avvicinamento al ramo ovest della W, che altrimenti richiede una lunga camminata su terreno aperto e ventoso, ed è oggi gestito in concessione con poche corse fisse al giorno.
    Perché è famoso
    Il turchese del Lago Pehoé è tra le immagini più riconoscibili della Patagonia cilena, e dal ponte si vedono insieme i Cuernos e il Cerro Paine Grande.
    Lo sapevi
    Il colore del lago viene dalla farina glaciale in sospensione, particelle di roccia così fini da restare nell'acqua per mesi e da rifletterne la luce verso il verde e l'azzurro.
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  4. 03

    Refugio Paine Grande

    11:50 · 40m
    È il polo occidentale della W e l'ultimo posto con negozio e acqua sicura prima del ghiacciaio. Ferma solo il tempo di riempire le borracce, togliere uno strato e lasciare quello che non serve. Se dormi qui in tenda, monta con la porta sottovento, perché sul lago le raffiche arrivano di notte senza preavviso.
    Su questo posto

    Il rifugio più grande del trek, sulla sponda del Lago Pehoé, ai piedi del Cerro Paine Grande.

    Storia
    È cresciuto attorno all'attracco del catamarano, diventando il nodo logistico di tutto il settore ovest del parco, con rifugio, campeggio, mensa e un piccolo spaccio.
    Perché è famoso
    Da qui partono i due rami occidentali della W, quello verso il Glaciar Grey e quello verso la Valle del Francés, quindi quasi tutti i camminatori ci passano almeno due volte.
    Lo sapevi
    Il Cerro Paine Grande che lo sovrasta è la cima più alta del massiccio e supera i 3.000 metri, ma è talmente esposto al vento e al ghiaccio che viene salito molto meno delle torri, più basse e più famose.
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  5. 04

    Mirador Lago Grey

    14:00 · 60m
    Breve deviazione dal sentiero principale, ma il crinale è scoperto e il vento arriva di lato. Tieni il cinturino alla macchina fotografica e non appoggiare niente per terra. Gli iceberg si arenano sulla spiaggia scura sotto di te e cambiano posizione ogni giorno. Bastano quaranta minuti, poi si torna al riparo tra gli arbusti.
    Su questo posto

    Un punto panoramico sopra il Lago Grey, dove i blocchi di ghiaccio staccati dal Glaciar Grey derivano fino alla riva.

    Storia
    Il lago si è formato con il ritiro del ghiacciaio, che ha lasciato dietro di sé un bacino profondo chiuso da morene, e la spiaggia scura è fatta di sedimenti macinati dal ghiaccio stesso.
    Perché è famoso
    È il primo posto del trek in cui vedi il ghiaccio da vicino, con gli iceberg azzurri fermi sulla sabbia nera, un contrasto che rende il punto uno dei più fotografati della W.
    Lo sapevi
    L'azzurro intenso non è alghe né minerali, è il ghiaccio compresso per secoli, così denso da assorbire quasi tutte le altre lunghezze d'onda della luce e lasciare passare il blu.
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  6. 05

    Refugio Grey

    16:00 · 60m
    È il rifugio più piccolo della W, quindi cuccetta o piazzola vanno prenotate con largo anticipo, spesso mesi. Arrivando nel pomeriggio, chiedi subito se restano posti per la cena calda. Fai asciugare le calze vicino alla stufa appena entri e prenota stasera l'eventuale uscita in barca o kayak del giorno dopo.
    Su questo posto

    Il rifugio più a nord del ramo ovest, affacciato sulla faccia est del Glaciar Grey.

    Storia
    È nato come punto d'appoggio per chi affronta il circuito completo attorno al massiccio, dove il valico successivo è lungo e senza ripari, e resta la base per le uscite in barca alla fronte del ghiacciaio.
    Perché è famoso
    È il posto dove si dorme più vicino al Campo de Hielo Sur, la più vasta distesa di ghiaccio del pianeta fuori dalle regioni polari, e di notte si sentono i distacchi.
    Lo sapevi
    Il fronte del ghiacciaio si divide attorno a un'isola rocciosa, e negli ultimi anni i distacchi documentati hanno cambiato più volte il profilo delle lingue di ghiaccio.
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Giorno 39/1/2026

Il Glaciar Grey a piedi

Glaciar Grey

Meteo
2°-2°

Neve

91%6 km/h
Porta l'ombrelloCopriti bene
Si sale ripidi a nord del rifugio fino al Mirador Grey, con i ponti sospesi che oscillano sopra le gole e il ghiaccio disteso per tutta la sua lunghezza. Nel pomeriggio si torna indietro, undici chilometri scoperti con il vento che rinforza.

La giornata

La mattina è tutta in salita. Un'ora abbondante a nord del Refugio Grey, con due ponti sospesi che ballano sopra le gole, e il ghiacciaio ti si apre davanti per intero, fino ai seracchi che scendono dal campo di ghiaccio. Da qui il circuito O prosegue verso il Paso John Gardner, mentre tu torni sui tuoi passi. Pranzo presto al molo, e se il vento lo permette c'è l'opzione della barca o del kayak tra gli iceberg alla fronte del ghiacciaio, un'ora che vale la deviazione. Il resto del pomeriggio è la lunga traversata di ritorno verso Paine Grande, undici chilometri senza un albero dove ripararsi, con il crinale finale che di solito è il tratto più ventoso di tutta la giornata.

Consigli pratici

Giornata lunga, quindi conviene decidere presto.

  • Parti alle 7.30 se vuoi il mirador senza gente, perché a metà mattina passa il grosso dei camminatori.
  • Sui ponti sospesi si sale uno alla volta, con lo zaino ben stretto e i bastoncini in mano sola.
  • Prenota la barca o il kayak la sera prima al rifugio, tenendo presente che le uscite saltano spesso per vento.
  • Tieni i bastoncini a portata di mano per il rientro, sul crinale aperto fanno la differenza.
  • Porta il pranzo al sacco anche se conti di mangiare al rifugio, perché la cucina ha orari stretti.

Spostarsi tra le tappe

Dal Refugio Grey al Mirador Grey e ritorno sono circa tre ore in tutto, con un dislivello breve ma deciso. Il rientro a Paine Grande ripercorre gli stessi undici chilometri del giorno prima, quindi calcola tra le tre ore e mezza e le quattro, un po' di più se il vento arriva di faccia. Si cammina sempre su sentiero segnato, senza scorciatoie possibili.

Note dal posto

Il Paso John Gardner prende il nome da uno degli esploratori che negli anni Settanta tracciarono il giro completo del massiccio, ed è il valico che separa la W dal circuito O, molto più lungo e impegnativo. In Patagonia il vento è una questione seria, non un dettaglio meteo, e nel pomeriggio le raffiche sulle sponde dei laghi possono farti perdere l'equilibrio. Se ti si mette di traverso, cammina piegato, accorcia il passo e aspetta la pausa tra una raffica e l'altra, come fa la gente del posto.

  1. 01

    Mirador Grey & suspension bridges

    07:30 · 180m
    Un'ora abbondante di salita a nord del rifugio, con due ponti sospesi da attraversare uno alla volta, zaino stretto e bastoncini in una mano sola. Parti alle 7.30 per trovarli liberi. Da qui il circuito O prosegue verso il Paso John Gardner, mentre tu torni indietro. Conta tre ore andata e ritorno con le soste.
    Su questo posto

    Il punto panoramico a nord del Refugio Grey, raggiunto attraversando gole con ponti sospesi, da cui si vede il ghiacciaio per tutta la sua lunghezza.

    Storia
    I ponti sono stati costruiti per superare i canaloni che scendono ripidi verso il lago e hanno reso praticabile a tutti un tratto che prima richiedeva lunghi aggiramenti.
    Perché è famoso
    È il miglior colpo d'occhio a piedi sul Glaciar Grey, con i seracchi che scendono dal campo di ghiaccio e le montagne del confine argentino sullo sfondo nelle giornate limpide.
    Lo sapevi
    Il Paso John Gardner, poco più avanti, porta il nome di uno degli esploratori che negli anni Settanta tracciarono il giro completo del massiccio, oggi noto come circuito O.
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  2. 02

    Refugio Grey

    11:00 · 45m
    Torna al molo per un pranzo anticipato, perché la cucina ha orari stretti e chiude presto. Se il vento lo permette, l'uscita in barca o in kayak tra gli iceberg dura circa un'ora e va prenotata la sera prima. Salta la deviazione se sei in ritardo, perché nel pomeriggio ti aspettano ancora undici chilometri scoperti.
    Su questo posto

    Il piccolo attracco sotto il rifugio, punto di partenza delle uscite in barca e in kayak verso la fronte del Glaciar Grey.

    Storia
    Le escursioni sull'acqua sono nate come alternativa per chi non affronta il circuito completo, e con il ritiro del ghiacciaio i punti di imbarco sono stati spostati più volte.
    Perché è famoso
    È il modo più diretto per arrivare accanto alla parete di ghiaccio e capirne l'altezza reale, che dalla riva risulta sempre più bassa di quanto sia.
    Lo sapevi
    Le uscite saltano spesso, e non per pioggia ma per vento, perché sul Lago Grey bastano poche raffiche forti per rendere impraticabile l'imbarco.
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  3. 03

    Refugio Paine Grande

    16:00 · 60m
    Ripercorri gli undici chilometri fino al polo sul Pehoé, tra le tre ore e mezza e le quattro. Il vento del pomeriggio picchia sul crinale scoperto, quindi tieni i bastoncini in mano e stringi bene i cinghiaggi. Riempi l'acqua all'ultimo ruscello prima della salita e mangia qualcosa, perché la mensa apre a orari fissi.
    Su questo posto

    Il grande rifugio sulla riva del Lago Pehoé, dove si torna a dormire dopo la puntata al ghiacciaio.

    Storia
    È l'unica struttura del parco raggiungibile senza una giornata intera di cammino, grazie al catamarano, e per questo è diventata il magazzino logistico dell'intero settore occidentale.
    Perché è famoso
    È il punto in cui la W si piega verso est, e la terrazza sul lago all'ora del tramonto è uno dei pochi posti del trek dove ci si ferma davvero a guardare senza camminare.
    Lo sapevi
    Il campeggio qui è uno dei più ventosi del parco, e le piazzole sono protette da barriere di arbusti piantate apposta per rompere le raffiche che scendono dal massiccio.
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Giorno 49/2/2026

Valle del Francés

Valle del Frances

Meteo
2°-9°

Neve

55%5 km/h
Porta l'ombrelloCopriti bene
Il cuore verde del massiccio, con le valanghe che rimbombano dal ghiacciaio sospeso e la testata della valle che si apre in un anfiteatro di granito. Giornata lunga, prima in salita e poi in traversata verso il lago.

La giornata

Si entra nella valle più bella del massiccio. Al Campamento Italiano, all'imbocco della valle, lasci lo zaino grosso e sali leggero, con acqua e guscio antivento. In un'ora e mezza arrivi al Mirador Francés, che guarda il ghiacciaio sospeso sulla parete est del Cerro Paine Grande. Qui vale la pena sedersi e aspettare, perché ogni tanto una valanga si stacca e il boato ti arriva addosso qualche secondo dopo averla vista partire. Un'altra ora di salita e la testata della valle si apre nell'anfiteatro del Mirador Británico, un giro quasi completo di guglie e Cuernos. È il punto di inversione della W classica. Nel pomeriggio scendi, recuperi lo zaino e traversi verso est fino al Refugio Los Cuernos, sulla sponda del Nordenskjöld.

Consigli pratici

La valle è chiusa quando il tempo peggiora, quindi parti presto.

  • Sali con acqua, snack e giacca. Tutto il resto lascialo all'Italiano, che è un campo CONAF gratuito.
  • Il tempo qui cambia in mezz'ora, quindi tieni il guscio addosso anche se parti con il sole.
  • Se sei stanco, fermarsi al Mirador Francés è una scelta legittima, perché il tratto fino al Británico è il più duro della giornata.
  • Ai Cuernos prenota in anticipo la cena calda e la doccia, che dopo dieci ore di cammino valgono ogni peso speso.
  • Metti gli scarponi ad asciugare appena arrivi, perché la traversata finale sul lago prende quasi sempre un po' di pioggia.

Spostarsi tra le tappe

Dal Campamento Italiano al Mirador Británico e ritorno servono tra le quattro e le cinque ore, su un sentiero che sale tra sassi e boschetti di lenga. La traversata dall'Italiano al Refugio Los Cuernos è di circa cinque chilometri e mezzo, due ore e mezza, quasi tutta in vista del lago. Nessun mezzo, solo gambe, e i guardaparco possono chiudere la valle quando il vento è troppo forte.

Note dal posto

I Cuernos devono il loro aspetto a due rocce diverse. Il granito chiaro è più giovane e si è infilato sotto una copertura di rocce sedimentarie scure, e l'erosione ha lasciato quelle cappe nere in cima, come se qualcuno le avesse appoggiate lì. I nomi dei campi raccontano invece la storia dell'alpinismo qui, con l'Italiano legato alle spedizioni italiane e il Británico a quelle britanniche che usarono la valle come base.

  1. 01

    Campamento Italiano

    08:30 · 30m
    Campo CONAF gratuito all'imbocco della valle, con servizi minimi. Lascia qui lo zaino grosso, appeso o sotto un telo, e sali con acqua, snack e guscio antivento. I guardaparco registrano i passaggi e possono chiudere la valle quando tira troppo, quindi parti presto e chiedi prima di incamminarti.
    Su questo posto

    Un campo base essenziale gestito dall'ente forestale cileno, all'ingresso della Valle del Francés, dove il sentiero attraversa il fiume.

    Storia
    Il nome viene dalle spedizioni alpinistiche italiane che usarono questa zona come base per le pareti della valle, così come il Campamento Británico più in alto ricorda quelle britanniche.
    Perché è famoso
    È il punto in cui quasi tutti i camminatori della W lasciano il carico pesante per salire leggeri, e quindi il vero snodo della giornata più lunga del trek.
    Lo sapevi
    Resta uno dei pochi campi gratuiti dentro il parco, senza prenotazione e senza servizi, in un sistema in cui quasi tutto il resto va riservato con mesi di anticipo.
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  2. 02

    Mirador Frances

    10:00 · 60m
    Un'ora e mezza di salita dal campo. Siediti su un masso, tieni la giacca addosso anche se sudi e aspetta, perché le valanghe si staccano a intervalli irregolari e il boato arriva qualche secondo dopo. Se sei in ritardo o il tempo peggiora, fermarsi qui è una scelta sensata, la vista sul ghiacciaio è già tutta.
    Su questo posto

    Il primo punto panoramico della Valle del Francés, di fronte al ghiacciaio sospeso sulla parete est del Cerro Paine Grande.

    Storia
    Il ghiacciaio è quel che resta di una massa di ghiaccio molto più estesa, e resta appeso in parete perché si è ritirato più in fretta a valle che in quota.
    Perché è famoso
    È uno dei pochi posti accessibili a piedi in cui puoi vedere e sentire valanghe di seracchi con una certa regolarità, senza attrezzatura e senza rischio.
    Lo sapevi
    Il ritardo tra il crollo che vedi e il rimbombo che senti dipende solo dalla distanza, perché il suono attraversa l'aria a poco più di 340 metri al secondo.
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  3. 03

    Mirador Britanico

    12:00 · 120m
    Un'altra ora dal Mirador Francés, su terreno di massi e boschetti bassi. È il punto di inversione della W classica, quindi tieni d'occhio l'orologio e datti un'ora limite per la salita. In cima si sta al riparo dietro i macigni, non in mezzo al pianoro. Due ore qui sono tante, ma il giro di guglie le regge.
    Su questo posto

    La testata della Valle del Francés, un anfiteatro quasi circolare di pareti di granito che comprende i Cuernos e il Cerro Paine Grande.

    Storia
    Il nome ricorda le spedizioni britanniche che campeggiarono qui per tentare queste pareti, quando la valle era ancora un terreno alpinistico più che escursionistico.
    Perché è famoso
    È il punto più lontano della W classica e il posto dove il massiccio si vede da dentro, con le cime attorno a te invece che davanti.
    Lo sapevi
    Le cappe scure sopra il granito chiaro dei Cuernos sono rocce sedimentarie più antiche, rimaste in cima perché più resistenti all'erosione dei ghiacciai rispetto alla roccia chiara sottostante.
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  4. 04

    Refugio Los Cuernos

    17:00 · 60m
    Cabine e piazzole sulla riva del Nordenskjöld, sotto le pareti a bande dei Cuernos. Prenota in anticipo doccia calda e cena, che dopo dieci ore di cammino valgono la spesa. Metti gli scarponi ad asciugare appena arrivi e chiedi il meteo del giorno dopo, perché la traversata lungo il lago cambia parecchio con il vento.
    Su questo posto

    Un rifugio con cabine di legno affacciato sul Lago Nordenskjöld, ai piedi dei Cuernos del Paine.

    Storia
    Fa parte delle strutture nate nel settore orientale del parco dall'attività dell'estancia che occupava queste terre prima dell'istituzione dell'area protetta.
    Perché è famoso
    È la tappa che chiude la giornata della Valle del Francés e la sola in cui dormi esattamente sotto i Cuernos, con la parete a bande sopra la testa.
    Lo sapevi
    In questo settore i puma sono presenti e ben studiati, ma sono animali notturni e schivi, per cui la maggior parte dei camminatori non ne vede mai uno.
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Giorno 59/3/2026

Lungo il Lago Nordenskjöld

Refugio Chileno

Meteo
3°-1°

Neve

57%14 km/h
Porta l'ombrelloCopriti bene
Giornata più tranquilla, tutta lungo il turchese lattiginoso del Nordenskjöld, poi la svolta in salita nella valle dell'Ascencio per dormire in quota. Chi dorme al Chileno domani parte con due ore di vantaggio.

La giornata

Oggi le gambe respirano. Il sentiero segue la sponda nord del Lago Nordenskjöld, con il turchese lattiginoso dell'acqua da un lato e i Cuernos che si alzano di netto dalla riva opposta, a bande scure e chiare. Verso l'ora di pranzo arrivi all'Hotel Las Torres, il polo orientale del parco, dove c'è un vero ristorante con i tavoli apparecchiati, la prima cosa calda servita in piatto da giorni. Approfittane, perché nel pomeriggio si gira a nord e si sale nella valle dell'Ascencio fino al Refugio Chileno. Dormire quassù non è un vezzo, ti toglie quasi due ore dalla salita di domattina e ti mette davanti alle escursioni giornaliere che partono dal fondovalle.

Consigli pratici

La salita finale è breve ma toglie il fiato, quindi dosati.

  • Riempi l'acqua e mangia caldo all'Hotel Las Torres, perché al Chileno il menù è essenziale e gli orari sono fissi.
  • Il Chileno ha pochissimi posti, quindi la prenotazione va fatta con mesi di anticipo.
  • Prepara stasera lo zaino leggero per l'alba, con frontalino, guanti, berretto e qualcosa da mangiare.
  • Lascia al Chileno tutto il resto, perché domattina il grosso dello zaino resta lì.
  • Controlla le pile del frontalino prima di dormire, dato che alle 4.30 non c'è tempo per cercarne altre.

Spostarsi tra le tappe

Dal Refugio Los Cuernos all'Hotel Las Torres sono circa undici chilometri lungo il lago, quattro ore di saliscendi continui, più faticosi di quanto la mappa lasci pensare. Da lì al Refugio Chileno si salgono quattro chilometri e mezzo dentro la valle dell'Ascencio, circa due ore, con un tratto ventoso a mezza costa prima di scendere al rifugio.

Note dal posto

Il lago porta il nome di Otto Nordenskjöld, il geologo svedese che esplorò questa parte di Patagonia alla fine dell'Ottocento. Il colore non è un effetto della luce, è farina glaciale, polvere di roccia macinata dai ghiacciai che resta sospesa nell'acqua e riflette il verde e l'azzurro. Il settore orientale del parco è nato come estancia da pecore, e la famiglia che la gestiva ha poi trasformato le stalle in rifugi, motivo per cui qui trovi cavalli e recinti in mezzo ai sentieri.

  1. 01

    Mirador Lago Nordenskjold

    09:00 · 45m
    Sosta breve lungo il sentiero, ma con la luce del mattino il turchese del lago è al massimo. Fermati dove il sentiero si allarga e non scendere verso la riva, il terreno è friabile. Quaranta minuti bastano. Approfitta della pausa per riempire l'acqua all'ultimo ruscello prima del tratto lungo senza ripari.
    Su questo posto

    Un punto panoramico sulla sponda nord del Lago Nordenskjöld, con i Cuernos che si alzano dalla riva opposta.

    Storia
    Il lago porta il nome di Otto Nordenskjöld, il geologo svedese che esplorò questa parte di Patagonia alla fine dell'Ottocento e ne descrisse per primo la struttura.
    Perché è famoso
    È l'immagine più riconoscibile del settore centrale del parco, con il contrasto tra l'acqua lattiginosa e le bande scure e chiare della roccia.
    Lo sapevi
    L'acqua non è potabile come quella dei ruscelli perché satura di farina glaciale, la polvere di roccia che i ghiacciai macinano e che le dà il colore.
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  2. 🚗drive· 53 min· 29.8 km↗ Directions
  3. 02

    Hotel Las Torres welcome center

    13:30 · 45m
    Qui c'è un vero ristorante con servizio al tavolo, la prima cosa calda in piatto da giorni. Mangia bene e riempi le borracce, perché al Chileno il menù è ridotto e gli orari sono fissi. Se hai bisogno di ricariche o di segnale, questo è il punto migliore del parco. Poi si sale nella valle dell'Ascencio.
    Su questo posto

    Il centro di accoglienza del settore orientale del parco, con ristorante, negozio e navette, ai piedi della valle dell'Ascencio.

    Storia
    Il complesso è nato dall'estancia da pecore che occupava queste terre prima del parco, e la famiglia che la gestiva ha convertito stalle e case padronali in strutture per i camminatori.
    Perché è famoso
    È il punto di partenza e di arrivo della salita alle torri, e per questo il luogo più trafficato di tutto il parco nelle ore centrali della giornata.
    Lo sapevi
    Nel settore si usano ancora i cavalli per rifornire i rifugi in quota, perché sul sentiero dell'Ascencio non passa nessun mezzo a motore.
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  4. 🚗drive· 3 min· 900 m↗ Directions
  5. 03

    Refugio Chileno

    16:30 · 60m
    Dormire quassù ti toglie quasi due ore dalla salita di domattina e ti mette davanti alle escursioni giornaliere. I posti sono pochissimi, quindi prenota con mesi di anticipo. Cena presto, prepara stasera lo zaino leggero con frontalino, guanti e berretto, e controlla le pile prima di spegnere la luce.
    Su questo posto

    L'unico rifugio dentro la valle dell'Ascencio, a metà strada tra il fondovalle e il punto panoramico sulle torri.

    Storia
    È stato costruito in un vallone stretto lungo il fiume, in uno dei pochi tratti pianeggianti disponibili, e la sua capienza è rimasta volutamente ridotta per limitare la pressione sulla valle.
    Perché è famoso
    È la scelta di chi vuole vedere l'alba sulle torri senza fare quattro ore di salita al buio partendo dal basso.
    Lo sapevi
    La valle è uno dei pochi settori del parco con bosco maturo di lenga, il faggio australe che a fine stagione vira al rosso e al rame.
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Giorno 69/4/2026

Alba alla Base Las Torres

Mirador Las Torres

Meteo
2°-3°

Pioviggine

25%8 km/h
Porta l'ombrelloCopriti bene
Il momento per cui si viene fin qui, con la salita al buio sulla morena e la prima luce che accende di rosso le tre torri sopra la laguna. Poi la lunga discesa verso il fondovalle e la fine del trek.

La giornata

Sveglia alle 4, frontalino acceso e su per la valle nel buio. L'ultimo chilometro è un caos di massi che rallenta tutti allo stesso passo, quindi non avere fretta e guarda dove metti i piedi. Arrivi alla laguna che è ancora notte, ti trovi un sasso riparato e aspetti. Quando il sole tocca le tre torri di granito, il rosso dura poco più di venti minuti, poi la parete torna grigia e sembra un'altra montagna. Scendi con calma, recuperi le cose al Chileno e prosegui fino all'Hotel Las Torres, dove il trek finisce davvero. Doccia calda, un pisco sour e le torri ormai alle spalle.

Consigli pratici

È la giornata più fredda del viaggio, anche se non è la più lunga.

  • Vestiti con più strati di quanti pensi, perché all'alba alla laguna si sta fermi e il freddo entra in fretta.
  • Metti il piumino e i guanti nella tasca alta dello zaino, non in fondo.
  • Porta la colazione con te e mangiala dopo l'alba, seduto, invece di forzarla alle 4.
  • Sul campo di massi i bastoncini danno più fastidio che aiuto, quindi accorciali o legali allo zaino.
  • Se prevedono nuvole basse, sali lo stesso, perché la luce si apre spesso per pochi minuti e il meteo qui sbaglia parecchio.

Spostarsi tra le tappe

Dal Refugio Chileno al Mirador Las Torres sono circa quattro chilometri, tra le due ore e le due e mezza al buio, con il tratto finale sulla morena che è il più lento. La discesa fino all'Hotel Las Torres, Chileno compreso, porta via tra le quattro e le cinque ore. Da lì partono le navette per la portineria di Laguna Amarga e i bus per Puerto Natales.

Note dal posto

Le tre torri sono monoliti di granito che la glaciazione ha isolato scavando via tutto il resto, e la laguna ai loro piedi è il residuo del ghiacciaio che le ha modellate. La Torre Central fu salita per la prima volta nel 1963 da Chris Bonington e Don Whillans, dopo settimane di attesa per il vento. Se stai fermo abbastanza a lungo, tieni d'occhio il cielo, perché i condor sfruttano le correnti calde che salgono dalla valle appena il sole scalda la roccia.

  1. 01

    Refugio Chileno

    04:30 · 30m
    Partenza alle 4.30 con frontalino e strati caldi. Lascia al rifugio tutto il superfluo e porta acqua, colazione, piumino e guanti. L'ultimo chilometro è un campo di massi che rallenta tutti, quindi non forzare il passo e segui i segnavia riflettenti. Non contare sulla colazione servita, chiedi la sera prima un sacchetto da portare via.
    Su questo posto

    Il rifugio nella valle dell'Ascencio da cui parte la salita notturna verso il punto panoramico sulle torri.

    Storia
    La sua posizione a metà valle nasce da una ragione pratica, cioè accorciare l'ultima salita, che è la parte più ripida e più esposta di tutto l'itinerario.
    Perché è famoso
    Alle quattro e mezza del mattino è il punto da cui si vede partire una fila di frontalini lungo il fianco della valle, l'immagine più tipica dell'ultimo giorno di trek.
    Lo sapevi
    Il sentiero finale non sale su roccia compatta ma su una morena, cioè l'accumulo di detriti lasciato dal ghiacciaio che ha scavato la conca sotto le torri.
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  2. 02

    Mirador Las Torres

    06:45 · 120m
    Arriva prima del sorgere del sole e trovati un masso riparato sul lato destro della conca. Il rosso sulle torri dura poco più di venti minuti, poi la parete torna grigia. Stando fermi si gela, quindi indossa il piumino appena ti siedi. Se le nuvole sono basse, aspetta comunque, spesso si aprono per pochi minuti.
    Su questo posto

    Il punto panoramico sopra la laguna glaciale ai piedi delle tre torri di granito che danno il nome al parco.

    Storia
    Le torri sono monoliti di granito messi a nudo dalle glaciazioni, che hanno asportato la roccia più tenera attorno lasciando in piedi solo il nucleo più duro.
    Perché è famoso
    È l'immagine simbolo della Patagonia cilena, e all'alba la luce radente tinge di rosso le pareti per pochi minuti prima che tornino grigie.
    Lo sapevi
    La Torre Central fu salita per la prima volta nel 1963 dai britannici Chris Bonington e Don Whillans, dopo settimane di attesa passate a farsi respingere dal vento.
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  3. 03

    Hotel Las Torres

    13:30 · 90m
    Qui il trek finisce davvero. Conta tra le quattro e le cinque ore di discesa dalle torri, Chileno compreso, e prenditi il tempo per doccia e cambio prima del bus. Se hai un volo da PUQ, scegli una partenza dopo le 20. Il pisco sour al bar è caro ma è la tradizione locale di fine cammino.
    Su questo posto

    Il lodge del settore orientale del parco, ai piedi della valle dell'Ascencio, dove la maggior parte dei trek si chiude.

    Storia
    L'edificio nasce dalla vecchia estancia da pecore che occupava queste terre prima del parco, trasformata in struttura turistica quando il pascolo ha lasciato spazio alla protezione dell'area.
    Perché è famoso
    È il punto di arrivo della W per chi la percorre da ovest verso est, e il posto dove si incrocia chi parte adesso con chi ha appena finito.
    Lo sapevi
    Nei prati attorno al lodge pascolano ancora i cavalli usati per rifornire i rifugi in quota, un residuo diretto dell'attività dell'estancia.
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Giorno 79/5/2026

Cueva del Milodón e partenza

Puerto Natales

Meteo
8°-2°

Parzialmente nuvoloso

0%14 km/h
Copriti bene
Uscita lenta dal parco, con la caverna del bradipo gigante lungo la strada e un ultimo piatto di centolla sul fiordo prima di scendere a Punta Arenas.

La giornata

Si esce senza fretta. Dalla portineria di Laguna Amarga la strada attraversa la steppa, e con un po' di attenzione vedi ancora branchi di guanachi e qualche condor che gira alto sopra il fiume. A metà mattina ti fermi alla Cueva del Milodón, una caverna enorme scavata dalle onde di un antico lago, dove nel 1895 fu trovata una pelle di bradipo gigante conservata dal freddo e dall'aria secca. All'ingresso c'è una riproduzione a grandezza naturale dell'animale, kitsch quanto vuoi ma utile per capire le proporzioni. Poi rientro a Puerto Natales per l'ultimo pranzo sul lungomare, centolla se è stagione, e alle 15.30 il bus verso sud.

Consigli pratici

Giornata di trasferimenti, quindi tieni i tempi larghi.

  • Alla caverna l'ingresso si paga a parte, in contanti o con carta, e un'ora è più che sufficiente per il giro completo.
  • Dentro la grotta c'è corrente d'aria e si sta sui dieci gradi anche con il sole fuori, quindi non lasciare la giacca in macchina.
  • Prenota il tavolo per il pranzo se sei in gruppo, perché i locali sul lungomare si riempiono all'ora dei bus.
  • La centolla si pulisce con le mani e prende tempo, quindi conta almeno un'ora e mezza a tavola.
  • Per il volo da PUQ scegli una partenza dopo le 20, così hai un margine reale sui ritardi del bus.

Spostarsi tra le tappe

Dal parco a Puerto Natales sono circa due ore di strada, con la deviazione per la Cueva del Milodón che si stacca poco prima del paese. La caverna è a una ventina di chilometri dal centro e senza mezzo proprio ci si arriva con un tour o un taxi condiviso. Il bus finale per Punta Arenas percorre circa 250 chilometri sulla Ruta 9 e impiega tre ore, con l'aeroporto poco prima della città.

Note dal posto

Il ritrovamento del 1895 fece pensare per un po' che il milodonte fosse ancora vivo da qualche parte in Patagonia, e la caverna finì nei libri di mezza Europa. Bruce Chatwin apre In Patagonia proprio con un pezzo di quella pelle visto da bambino in casa della nonna, ed è il motivo per cui molti viaggiatori arrivano qui. La centolla del Magallanes si pesca solo in alcuni mesi dell'anno, con la stagione regolata per legge, quindi se non la trovi fresca è una buona notizia per i fondali.

  1. 01

    Laguna Amarga park exit

    09:00 · 90m
    La navetta scende alla portineria e da lì partono i bus per Puerto Natales. Tieni il biglietto d'ingresso a portata di mano per il controllo in uscita. Sulla steppa si vedono branchi di guanachi e ogni tanto un condor sopra il fiume, quindi siediti sul lato destro e tieni fuori la macchina fotografica.
    Su questo posto

    La portineria orientale del parco, accanto alla laguna salata omonima, dove si registrano ingressi e uscite.

    Storia
    Il varco è stato posto sulla strada che serviva le estancias della zona ed è diventato il principale accesso da Puerto Natales quando il parco ha aperto ai visitatori.
    Perché è famoso
    È il punto in cui il paesaggio cambia di colpo, dalle pareti di granito alla steppa aperta, e uno dei tratti più affidabili per avvistare fauna dalla strada.
    Lo sapevi
    La laguna è alcalina e poco profonda, e nella stagione giusta ci si fermano i fenicotteri cileni, che filtrano i piccoli crostacei dell'acqua salmastra.
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  2. 🚗drive· 72 min· 99.9 km↗ Directions
  3. 02

    Cueva del Milodon

    11:30 · 60m
    L'ingresso si paga a parte e un'ora basta per il giro completo. Dentro c'è corrente e la temperatura resta bassa anche con il sole fuori, quindi tieni la giacca. La riproduzione del milodonte all'imbocco è utile per capire le proporzioni. Il sentiero è breve e in leggera salita, con fondo irregolare.
    Su questo posto

    Una caverna larghissima scavata nella roccia a una ventina di chilometri da Puerto Natales, oggi monumento naturale protetto.

    Storia
    La cavità è stata aperta dalle onde di un antico lago glaciale che lambiva questa parete. Nel 1895 l'esploratore Hermann Eberhard vi trovò un lembo di pelle di milodonte, un bradipo gigante estinto, conservato dal freddo e dall'aria secca.
    Perché è famoso
    Il ritrovamento fece discutere l'Europa scientifica dell'epoca, perché lo stato della pelle sembrava troppo fresco e si ipotizzò che l'animale fosse ancora vivo da qualche parte in Patagonia.
    Lo sapevi
    Bruce Chatwin apre In Patagonia proprio con un pezzo di quella pelle, visto da bambino in casa della nonna, ed è il motivo per cui parecchi viaggiatori arrivano fin qui.
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  4. 🚗drive· 20 min· 24.6 km↗ Directions
  5. 03

    Costanera lunch, Puerto Natales

    13:30 · 75m
    Ordina la centolla, il granchio reale dei canali, che è il piatto della zona. Si mangia con le mani e prende tempo, quindi conta almeno un'ora e mezza. Se sei in gruppo prenota, perché i locali sul lungomare si riempiono all'ora dei bus. Se non è stagione, ripiega sul merluzzo australe invece del granchio surgelato.
    Su questo posto

    Il fronte mare di Puerto Natales, dove si concentrano i ristoranti che servono i prodotti dei canali magellanici.

    Storia
    La pesca della centolla si è sviluppata con le imbarcazioni che lavorano i canali a ovest del paese, ed è diventata un settore importante quando l'economia della lana ha perso peso.
    Perché è famoso
    La centolla del Magallanes è il prodotto che identifica la cucina di questa zona, servita semplice, bollita e condita con poco.
    Lo sapevi
    La pesca è regolata da una stagione di chiusura decisa ogni anno per proteggere la riproduzione, quindi non tutti i mesi la trovi davvero fresca.
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  6. 🚗drive· 176 min· 247.5 km↗ Directions
  7. 04

    Bus to Punta Arenas

    15:30 · 180m
    Tre ore di strada verso sud sulla Ruta 9, con arrivo a Punta Arenas in serata. L'aeroporto è poco prima della città, quindi dillo all'autista in anticipo se scendi lì. Per il volo scegli una partenza dopo le 20, così hai margine sui ritardi. Prenota il posto la mattina, perché le corse serali sono le più piene.
    Su questo posto

    Il trasferimento finale su strada da Puerto Natales a Punta Arenas, sullo Stretto di Magellano, circa 250 chilometri.

    Storia
    L'asse tra le due città segue il percorso storico dei collegamenti della regione di Magallanes, quando la lana delle estancias veniva portata al porto di Punta Arenas per l'imbarco.
    Perché è famoso
    È la via di uscita dalla regione per quasi tutti i viaggiatori, e nell'ultimo tratto la strada corre in vista dello stretto che Magellano attraversò nel 1520.
    Lo sapevi
    L'aeroporto di Punta Arenas si chiama Presidente Carlos Ibáñez del Campo e si trova a nord della città, quindi arrivando in bus lo incontri prima del centro.
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Giorno 8

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